Legge di Stabilità 2016: tutte le news

Nel Consiglio dei Ministri del 15.10.2015 è stato approvato il disegno di Legge di Stabilità 2016.

 IMU • Abolizione dell’imposta sull’abitazione principale, anche sulle case di lusso adibite ad abitazione principale, nonché sui terreni agricoli (in questo caso vi sono delle modifiche importanti sulle norme già a suo tempo introdotte);

TASI   Scompare la TASI nelle seguente situazioni:
• in caso di immobile destinato dal proprietario ad abitazione principale per sé e la propria famiglia;
• in caso di immobile affittato dal proprietario ma destinato dall’inquilino (possessore) ad abitazione principale per sé e per i propria famiglia.

Taglio aliquota IRES Previsto dal 2017 il taglio dal 27,5% al 24% dell’IRES, salvo anticipare la riduzione al 2016 se verrà concessa una maggiore flessibilità nei conti da parte dell’Unione Europea.

Aumento del limite dei ricavi per i FORFETTARI Nella bozza della Legge di Stabilità 2016 vengono introdotti dei nuovi limiti di ricavi per il regime forfettario aumentando le attuali soglie (diversificati sulla base dell’attività svolta) con un incremento di 10.000 euro per tutti che diventa di 15.000 euro per i professionisti aumentando così il limite per quest’ultimi a 30.000 euro.

BONUS EDILIZI  prorogati per il 2016 Il disegno di Legge di Stabilità 2016 varato dal Governo nella giornata di giovedì 15 ottobre proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2016, la detrazione Irpef del 65% per gli interventi di efficientamento energetico e del 50% per le ristrutturazioni e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Sale il limite del CONTANTE Tra le novità dell’ultima ora contenute nel disegno di Legge di Stabilità 2016 spicca l’aumento del limite del contante dai 999,99 euro attuali a 3.000,00 euro.

Canone RAI in bolletta Si prevede una riduzione progressiva della tassa, nel senso che per il primo anno (2016) l’ammontare del canone sarà di 100 euro, contro gli attuali 113,50, e (se la misura si rileverà efficace) l’importo scenderà a 95 euro nel 2017.
Spetterà a un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, che dovrà essere emanato entro 45 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità (1° gennaio del 2016), individuare i criteri per l’attuazione della misura, oltreché stabilire le modalità per riversamento all’Erario delle somme incassate dai vari operatori del settore dell’energia.

Le novità sul fronte lavoro

Sgravio contributivo Sul fronte degli sgravi contributivi concessi per i neo assunti a tempo indeterminato, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (art. 1, co. 118 della L. n. 190/2014), il Governo conferma la volontà di stabilizzare l’incentivo anche per le assunzioni effettuate nel 2016, ma in misura e durata ridotta. Infatti, in luogo dell’originario sgravio massimo di 8.060 euro, dovrebbe trovare posto una riduzione dei contributi al 40% per 24 mesi, e non più 36 mesi come finora previsto.

Pensionati Buone nuove anche per i pensionati. Infatti, è previsto un leggero aumento delle soglie di reddito della “no tax area”, che dovrebbe passare:
• dagli attuali 7.750 euro a 8.000 euro, per i pensionati con età anagrafica superiore ai 75 anni;
• dagli attuali 7.500 euro a 7.750 euro, per i pensionati con età anagrafica inferiore ai 75 anni.
Opzione donna A sorridere saranno anche le quote rosa. Infatti, il regime sperimentale per le donne (c.d. “opzione donna”) che intendono lasciare il lavoro con 35 anni di contributi e 57-58 anni di età (e la pensione calcolata con il metodo contributivo) viene esteso al 2016, anno in cui devono essere maturati i requisiti.
Part time Per quanto concerne la flessibilità in entrata l’intento dell’Esecutivo è quello di accompagnare i lavoratori più anziani al pensionamento in maniera attiva. In pratica, chi intende chiedere il part-time potrà farlo senza che l’interessato riceva penalizzazione sul trattamento previdenziale che andrà a percepire, in quanto lo Stato si farà carico dei contributi figurativi. In tal caso, sarà Il datore di lavoro a dover corrispondere in busta paga al lavoratore la quota dei contributi riferiti alle ore non prestate, che si trasformeranno quindi in salario netto.

Nuova DSU 2015

LA DOCUMENTAZIONE VA CONSEGNATA AL CAF IN FOTOCOPIA

1) DSU MINI ( Situazioni ordinarie )

  • Autocertificazione Stato di Famiglia;
  • Documenti e codici fiscali di TUTTI i componenti del nucleo;
  • Redditi percepiti nel 2013 ( 730 / Modello Unico / Cud; Compensi in lavori socialmente utili; Previdenza Complementare: Codice AX del modello Cud 2014; Redditi derivanti da vendite a domicilio; Compensi per incremento della produttività del lavoro; Retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali / Santa Sede / Rappresentanze Diplomatiche e Consolari;
    Somme corrisposte per borse di studio / assegni di studio / attività di ricerca;
    Somme per ricercatori e docenti che rientrano dall’Estero se indicato nelle annotazioni del Cud 2014 il codice BC o lavoratori dipendenti all’estero con annotazioni del Cud 2014 codice BM; Compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche; Proventi derivanti da attività agricole; Redditi esteri tassati
    all’Estero; Assegni periodici per coniuge e figli;
  • Autoveicoli e/o motoveicoli (targa), navi, imbarcazione da diporto;
  •  Patrimonio immobiliare al 31/12/2014 (Visure Catastali per la rendita degli immobili posseduti);
  • Copia del contratto di affitto dell’abitazione in locazione con estremi di registrazione e canone dovuto;
  • Patrimonio mobiliare al 31/12/2014 ( Depositi e conti correnti bancari: valore del saldo contabile e valore della consistenza media annua; Valore nominale delle consistenze per i Titoli di Stato / Obbligazioni / Buoni fruttiferi ; Partecipazioni azionarie; Ecc..

2) DSU INTEGRALE (Presenza di disabili nel nucleo / Presenza di figli con genitori non coniugati e non conviventi / Richiesta di prestazioni per diritto allo studio universitario / Richiesta di prestazioni socio –sanitarie)
Alla DSU Mini vanno integrati i seguenti documenti:

  • Presenza di disabili nel nucleo

Certificato invalidità
Eventuali ricoveri presso residenze socio- sanitarie – RSA – RSSA – retta pagata nell’anno 2014 (anno precedente alla presentazione del modello)
Eventuali spese per l’assistenza della persona disabile se erogate da enti fornitori (no spese per badanti e domestici, ecc.)

  • Prestazioni socio-sanitarie

Facoltà di dichiarare un nucleo familiare ristretto (nucleo composto dal beneficiare e, se esistenti, il coniuge, figli minorenni, figli maggiorenni a carico ai fini IRPEF) solo per prestazioni socio-sanitarie e per dottorato di ricerca;

  • Prestazioni socio-sanitarie residenziali a ciclo continuativo

In questo caso va indicata la presenza dei figli, anche se non compresi nel nucleo familiare, ed occorre associare la Dsu del beneficiario a quella del figlio ( esclusi figli con disabilità e figli con provvedimenti giudiziari sull’estraneità dei rapporti affettivi ed economici);
Indicare inoltre, eventuali donazioni di immobili, nei confronti di persone non comprese nel nucleo, da parte del beneficiario della prestazione

  • Presenza nel nucleo di figli i cui i genitori non siano coniugati fra loro né conviventi

 Vanno indicati i dati dell’altro genitori che ha riconosciuto il figlio (ad esclusione dei casi in cui l’altro genitore sia coniugato con diversa persona e/o risulti avere figli con altra persona oppure è tenuto a versare assegni periodici per il mantenimento del figlio o è escluso dalla podestà)

3) DSU CORRENTE (nel caso in cui ci siano state variazioni importanti ai fini dei redditi, come per esempio la perdita del lavoro, può essere presentata la DSU corrente, basata sui redditi degli ultimi 12 mesi o degli ultimi 2 mesi in caso di perdita di lavoro)

ATTENZIONE:
E’ indispensabile in presenza del delegato la presentazione della delega compilata e sottoscritta dal
dichiarante completa del documento di identità.

TASI e IMU scadenza del 16 dicembre

RistrutturazioneSi avvicina la scadenza del 16 dicembre che vede interessati i proprietari di immobili: nella stessa data si concentrano sia il saldo che il conguaglio 2014 di IMU e TASI.

Sono esentate dal versamento IMU 2014 le abitazioni principali non classificate come categorie A/1, A/8 , A/9 (appartamenti di lusso, castelli, ville, ecc.). Per le altre proprietà immobiliari (seconde case e immobili di lusso) a giugno è stato versato l’acconto IMU e dicembre è il momento del saldo.

Il saldo TASI si paga anche sulla prima casa e una parte dell’imposta deve essere versata anche dagli inquilini, a meno di esenzioni da parte del Comune di appartenenza. Il saldo del 16 dicembre riguarda

  • chi ha versato il primo acconto di giugno
  • chi ha versato l’acconto TASI ad ottobre
  • i proprietari di immobili situati nei Comuni che non hanno deliberato affatto. In quest’ultimo caso il versamento del 16 dicembre riguarda l’intera imposta 2014 da pagare sulla base delle aliquote standard.

Attenzione

In caso di deleghe a saldo zero o superiori a mille euro, l’importo non potrà essere pagato in banca o presso gli uffici postali ma solo telematicamente con F24

Detrazione 36%: Quali lavori vi rientrano?

Ristrutturazione (1)I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta la detrazione fiscale sono elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del D.P.R. 380/2001 (TU disposizioni e regolamenti in edilizia).

La detrazione riguarda le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo, per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;  quelli indicati alle lett. a), b), c) e d) dell’articolo 3 del D.P.R. 380/2001 (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali.

Ne consegue che gli interventi di manutenzione ordinaria, sono agevolati ai fini del 50% solo per i lavori su parti comuni condominiali e non anche per i lavori interni alle singole abitazioni (Circolare 57/E e 121/E del 1998).

Quali sono i lavori di manutenzione ordinaria (lett. a, art. 3, comma 1, D.P.R. n° 380/2001)?
Interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. A titolo esemplificativo possono essere:

  • sostituzione sanitari;
  • installazione nuova doccia;
  • rifacimento integrale o parziale di pavimenti;
  • nuova piastrellatura bagno;
  • riparazione di impianti;
  • rifacimento intonaci interni e tinteggiatura;
  • installazione di termostati e cronotermostati;
  • sostituzione di vasca tradizionale con vasca idromassaggio;
  • sostituzione di tubi gas/acqua;
  • apertura/chiusura porte interne;
  • installazione doppi vetri;
  • installazione di porte blindate.

Rientrano tra le opere di manutenzione straordinaria (lett. b, art. 3, comma 1, D.P.R. n° 380/2001), gli interventi edilizi che riguardano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici.

Possono considerarsi interventi di “manutenzione straordinaria”, a titolo esemplificativo:

  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con
    serrande, con modifica di materiale o tipologia di infisso;
  • realizzazione e adeguamento di opere accessorie e pertinenziali;
  • nuova realizzazione e integrazione di servizi igienico-sanitari (compresi scarichi e tubature interne);
  • rifacimento integrale impianto di riscaldamento;
  • sostituzione impianto igienico-sanitario;
  • rifacimento di scale e rampe;
  • realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate;
  • sostituzione solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti;
  • sostituzione tramezzi interni, senza alterazione della tipologia
    dell’unità immobiliare;
  • installazione di pannelli solari o di pompe calore per climatizzazione ambiente e/o produzione acqua calda sanitaria;
  • interventi finalizzati al risparmio energetico.

 

 

Interessi passivi: detrazione quota del figlio a carico

mutuo casaQuesito: Un contribuente ha stipulato contratto di compravendita e di mutuo intestando entrambi a se stesso e al figlio a carico. Considerando che entrambi vivono nello stesso immobile e non ne possiedono altri, può detrarre gli interessi passivi anche per la quota del figlio a carico?

Non è possibile per il genitore portare in detrazione la quota di interessi passivi relativa al figlio, anche se questi è a carico del genitore e convivono nello stesso immobile.

Nuovo regime semplificato nel 2015

semplificataIl D.D.L. della Legge di Stabilità 2015 prevede la riforma dei regimi agevolati. Verrà abrogato l’attuale “Regime dei minimi” e il “nuove iniziative produttive” per essere sostituito da un nuovo regime semplificato.

Coloro che sono attualmente nel “regime dei minimi” possono continuare ad avvalersene fino alla scadenza dei cinque anni o comunque fino al compimento del 35esimo anno di età.

Tra i punti più importanti si evidenzia che il nuovo regime semplificato:

  •  prevede un imposta del 15% (sostitutiva delle imposte sui redditi e delle addizionali regionali e comunali);
  •  non ha una scadenza definita a priori, ma smette di avere efficacia al cadere dei requisiti di permanenza.

Contributi COLF – Terza rata il 10/10/2014

colfIl 10 ottobre 2014 scade l’ultimo giorno utile per adempiere al versamento contributivo del personale domestico. L’adempimento in questione riguarda la 3° rata dovuta per il trimestre 2014 “luglio-settembre 2014”. L’appuntamento richiede, però, una particolare attenzione relativamente al corretto versamento dei contributi per il periodo delle ferie, che normalmente interessano i mesi di luglio e agosto.

Riduzione acconto dell’Irpef e/o della cedolare secca

IrpefEntro il prossimo martedì 30 settembre si può richiedere al proprio datore di lavoro o ente pensionistico, sotto la propria responsabilità, di annullare o ridurre il secondo o unico acconto dell’Irpef e/o della cedolare secca.
L’opportunità riguarda i contribuenti che, per il 2014, prevedono di conseguire redditi inferiori a quelli dell’anno scorso o di sostenere maggiori spese detraibili o deducibili.
Chi, dunque, si rende conto di avvicinarsi alla fine dell’anno con una situazione reddituale sostanzialmente differente – in negativo – rispetto a quella avuta nel 2013, può comunicare al proprio sostituto d’imposta gli importi che intende versare in acconto e che saranno addebitati sulla retribuzione o pensione di novembre.

La richiesta da consegnare al datore di lavoro o all’ente pensionistico deve riportare, come oggetto, che si tratta della comunicazione di annullamento o riduzione del secondo o unico acconto dell’Irpef e/o della cedolare secca e, a seguire, i dati del dichiarante e i nuovi importi (eventualmente, anche zero) da trattenere a titolo di seconda rata di acconto.
Nel caso di dichiarazione congiunta, è opportuno specificare se l’annullamento (o la riduzione) riguarda solo le somme del dichiarante o anche quelle del coniuge, indicando i rispettivi importi da trattenere.

Installazione di ascensori e montacarichi

ascensore_4L’installazione di ascensori e montacarichi rientra tra gli interventi di ristrutturazione edilizia per i quali si può usufruire della detrazione Irpef del 50% (misura applicabile fino a tutto il 2014) su una spesa massima di 96mila euro. È possibile detrarre anche il 19% delle spese riguardanti i mezzi necessari all’accompagnamento alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento dei soggetti portatori di handicap (tra cui rientra anche la costruzione di rampe per le eliminazione delle barriere architettoniche esterne alle abitazioni). In caso di fruizione di entrambe le agevolazioni, la detrazione del 19% spetta solo sulla parte di spesa che eccede quella per la quale si intende beneficiare della detrazione del 50%. L’acquisto di mezzi necessari alla deambulazione e al sollevamento dei disabili sconta, inoltre, l’aliquota Iva agevolata al 4 per cento.

Dichiarazione di successione

successioneLa Dichiarazione di Successione o eredità deve essere presentata dai chiamati all’eredità e legatari, dagli immessi nel possesso dei beni, dagli amministratori dell’eredità, i curatori delle eredità giacenti, dagli esecutori testamentari e dai trust.

Non vi è obbligo di dichiarazione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari. Con il D.L. semplificazione fiscale è stata aumentata la quota di attivo (prima era di 25.823 euro) per cui scatta l’esenzione dalla presentazione della dichiarazione.

In linea generale la Dichiarazione di Successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che coincide, generalmente, con la data del decesso del contribuente. È necessario compilare l’apposito modulo (Modello 4) disponibile presso gli uffici dell’Agenzia e successivamente presentarlo all’ufficio nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza del defunto.
Con il Decreto Semplificazioni fiscali, oltre all’aumento della soglia di esenzione dalla dichiarazione, sono state introdotte altre due novità: non sarà più obbligatorio allegare i documenti in originale (essendo sufficienti le relative copie non autenticate, accompagnate da una dichiarazione sostitutiva), né sarà necessario presentare la dichiarazione integrativa in caso di rimborso fiscale erogato dopo la
dichiarazione di successione.

(fonte: Fiscal Focus)